venerdì 20 giugno 2014

Vincenzo Filannino 3°premio della Critica a PoetiINsanremo. A breve il suo libro chicca per collezionisti

Silva Bos e Vincenzo Filannino
SANREMO (IM). Il suo desiderio è leggere un pezzo del suo libro alla Fiera del Libro di New York, passando magari prima da Francoforte. Si definisce ‘Poeta per caso’ ma pare la stoffa dello scrittore Vincenzo Filannino l’abbia davvero.

E a riconoscerlo è stato anche il Comitato di Giuria del 6°Premio Letterario PoetiINSanremo - Omaggio ad Angelo Barile che sabato 14 giugno nella Sala Incontro del teatro Ariston gli ha attribuito il 3° Premio della Critica nell’ambito delle assegnazioni ufficiali.


La sua poesia ‘La Montagna’, con cui si è distinto al Concorso indetto dal Centro Culturale SanremoArte2000, parla dei monti visti con gli occhi forse un po’ ingenui di un bambino, ma descritta al contempo in maniera carducciana. Prima di fare il manutentore presso strutture ospedaliere/ residenziali, costruiva strade sulle montagne, lavorando il legno come carpenterie. “ Vivo sotto le montagne nel Canavese, vicino a Ivrea, la montagna perciò è nelle mie rime. - sorride alla giornalista Silva Bos che si è intrattenuta con lui in una piacevole intervista - Le montagne le viviamo tutti i giorni con le sue alluvioni e le sue bellezze, le cascate gli alberi e i vari animali come le marmotte e gli stambecchi”
Un poeta che più lo rappresenta? Tutti, da Garcia Lorca, a Carducci, da Ungaretti a Rabindranath Tagore e Jacques Prévert ma non penso di assomigliare a nessuno, e non voglio nemmeno, io sono quello che scrivo e ognuno è unico”. E lui, in veste di poeta non è certo uscito in sordina: la sua prima opera‘Sottopelle’, scritta nel 2012, è stata una sillogia di poesia che ha pubblicato pretendendo la forma originale (e perciò con tutti gli errori, le virgole sbagliate) con la Fondazione Mario Luzi e che è tra l’altro disponibile sui vari siti di librerie universitarie, Deastore, etc. “Un libro dalle grandi soddisfazioni poiché arrivato nelle parti alte nelle vendite della fondazione. Sul Ibs a maggio 2013 e forse ancora adesso è tra i primi 5”.
Ai giovani consiglia di essere se stessi, di non assomigliare a nessuno “nella nostra unicità non si capisce perché cerchiamo di assomigliare agli altri. Cerchiamo perciò di scrivere quello che sentiamo ma nella maniera più semplice e soprattutto comprensibile perché scriviamo per lanciare un messaggio e questo deve riuscire ad arrivare a chi legge.
Nello scorso maggio, Vincenzo Filannino è stato presente al Salone del Libro nello stand della Federazione  Malattie Rare Infantili per dare una mano a raccogliere fondi per i bambini mentre sabato 21 giugno a Torino presenterà un libro ‘Colori e rime’ che ha realizzato in collaborazione con suo fratello che tra l’altro è un pittore, Pasquale Filannino: un volume composto da 10 litografie, 7 poesie, tutte su carta di un certo spessore e con la copertina in stoffa con scritta in oro, con una tiratura limitata a cento copie. Una vera chicca per collezionisti


Il suo motto è una filosofia di vita: Quando scrivo mi emoziono, e se da una frase o da una sola parola che scrivo riesco a scatenare un’emozione in chi legge, ho già raggiunto l’obiettivo.

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