giovedì 19 giugno 2014

Martina Lelli ricorda la sua Emilia terremotata e brilla a PoetiINsanremo 2014

Martina Lelli e Silva Bos
SANREMO (IM). E’ proprio quando tutto finisce che tutto comincia
Una frase di Daniel Pennac che per Martina Lelli è stata emblematica e che le ha permesso, oltre che acquisire una filosofia positiva dell’esistenza, anche di essere al Teatro Ariston di Sanremo dove è stata premiata dalla Giuria di PoetiINsanremo 2014, il Concorso Nazionale targato SanremoArte2000 a cui ha partecipato classificandosi 10ª con la sua poesiaTerremoto’.

Per la giovanissima 19enne Martina, il sisma che nel 2012 ha ferito la sua terra emiliana, è stata una scossa anche nella sua anima che l’ha portata alla riflessione più intima. “Abito a Pianoro, in Provincia di Bologna - racconta alla giornalista Silva Bos con cui si è intrattenuta per un’intervista - Per fortuna, non ho vissuto la scossa fortissima come invece è avvenuto nei paesi vicino al mio, Finale Emilia, Crevalcore, Mirandola. Quel giorno mi trovavo all’interno de mio liceo scientifico, nel centro storico a Bologna, quando tutto si mise a sussultare. Anche la mia scuola tremò. Uscimmo e la Preside ci disse “ragazzi, tranquilli! Tornerete nelle vostre aule”.
Da queste parole ne iniziò intelligentemente a trarre Martina un prezioso insegnamento: quando nella vita qualcosa crolla o sta per crollare, non esiste la frase ‘è finita’. Nonostante Petrarca affermi che ‘contro i terremoti non giova alcuna fuga e non giovano nascondigli’ sia fisici che psicologici, lei è convinta che qualsiasi tragedia umana ha comunque uno spiraglio di luce in cui credere e risollevarsi. “E proprio questo il messaggio della mia poesia che termina appunto con il mio ricordo della gente che vedendosi tutte le certezze rase al suolo, si dice che alla fine non è finita e perciò riparte per ricostruire tutto”.
Per Martina Lelli la strada artistica come poetessa comincia all’età di nove anni: “inizialmente scrivevo in rima, perciò le mie poesie erano essenzialmente filastrocche. Col passare degli anni ho maturato lo stile fino ad arrivare a questo dove pongo alla base le metafore e le figure che esprimo con la musicalità dei sentimenti e non più del suono, quindi la rima lo tralasciata. Oggi scrivo di piccoli momenti di vita quotidiana, quelli che spesso non ci si accorge di vivere, perché schiavi della frenesia. Io,invece, da quella frenesia cerco di fermarmi per cogliere quegli attimi fonte di ispirazione”.
Il bagaglio che Martina Lelli ha già maturato nella sua arte poetica, è notevole: nel 2005 e 2008 ha partecipato al concorso letterario Giochi floreali indetto dal Comune di Pianoro in cui ha vinto nella sezione Scuole Medie-giovani; quest’inverno a Ravenna si è classificata 7ª al Concorso Poesie al Bar ma è anche stata premiata al Concorso Città di Corridonia come poetessa più giovane ed oggi è qui, in questo Teatro Ariston che le trasmette un’fortissima emozione.
Uno straordinario percorso in cui molte persone le sono state di sostegno e crescita: “Provo una sincera riconoscenza per il mio Professore di Filosofia Alberto Boselli, Professoressa di Italiano Rinaldi e tutte le altre docenti di italiano che ho avuto, perché mi hanno insegnato non solo il piano didattico ma anche come applicare le cose alla vita”. Tra gli autori che più sente vicini c’è Giacomo Leopardi “e soprattutto la poesia L’Infinito perché riporta al tema del romanticismo, del sublime, l’uomo che cerca di guardare oltre la realtà, guardarsi dentro al proprio sentimento.

Martina è giovane, sensibile, ma anche con i piedi ben saldi a terra, orgogliosa di essere iscritta alla facoltà di Economia Management e Statistica ma con il desiderio di diventare una poetessa famosa. “ Un giorno su un social network ho letto una frase: segui il tuo cuore ma portati dietro il cervello. Così ho capito che è meglio prima imparare a vivere in questo mondo, per poi evadere con la poesia”.

Clicca QUI