giovedì 21 giugno 2007

Sono io che creo i Souvenir d’Italy. Gli oggetti ricordo di Pietro Serafini venduti in tutto il Paese

Pietro Serafini
SANREMO (IM). Nelle mani si devono saper fondere molti talenti diversi. Falegname, fabbro, scultore ma ance disegnatore, programmatore informatico e pittore. Per realizzare i suoi souvenir nel suo laboratorio di Largo Volta, queste doti artistiche Pietro Serafini le ha proprio tutte e gli oggetti che confeziona all’ingrosso, arrivati anche al Vaticano, ne sono la prova tangibile: per gli manufatti sacri realizza San Francesco richiesto nella zona di Assisi, per Ponza, San Silvestro di cui è patrono, ma anche crocefissi, madonne, Sant’Antonio, Madonnine col Bambino, angioletti, al Sacra Famiglia, Gesù e persino Padre Pio.

Per i soggetti più profani, richiesti in prevalenza in zone montane, si sbizzarrisce in diversi modelli di aquile, i busti di vecchio con la pipa, riproduzioni di cani bassotto per andare ancora alle classiche targhe e mattonelle da appendere con scritti i motti e le frasi celebri.
“Nel mio laboratorio svolgo personalmente tutte le fasi interamente a mano - spiega l’abile artigiano - la costruzione del modello che costituisce la matrice, seguita all’interno dalla contro matrice (strato gommoso che darà la forma del materiale liquido che si dovrà solidificare) e per finire la sfoglia e la messa in pressa”.
Il materiale in prevalenza è poliuretano espanso (lo stesso materiale sintetico dei paraurti delle auto) che, lavorato in pressione e scaldato, diventa durissimo, con cariche di carbonato di calcio. Il poliuretano, che arriva liquido in fusti, va composto e miscelato per le particelle di legno e varie segature che deve contenere. Se gli oggetti devono poi avere l’effetto ‘legno naturale’ si passerà uno strato di mordente oppure possono essere colorati dipingendoli con pitture e i colori ecologici a base acquea, anche se Pietro svela di usare, all’occorrenza, anche petali di fiori.
Il laboratorio di Serafini
L’oggetto, per essere completo, ha bisogno - come detto - del fondo che, in questo caso, è costituito da una sfoglia di legno di Pino o di Noce del Tanganica.
Gli articoli, infine, vengono completati di gancetti ottonati fossati con i chiodini. Il materiale dei souvenir, comunque, può variare a seconda delle richieste: gesso, porcella,a, integral plastico, espanso, legno ma è pur vero che il poliuretano è, di gran lunga, il miglior materiale anche se costa molto più degli altri ed è anche per questo che Pietro afferma di essere l’unico in Italia ad usarlo: “La differenza si vede - dice - è infrangibile, si può sbocciare, tagliare, incollare al contrario degli altri che si rompono con niente o patiscono l’umidità”.
Nel laboratorio, oltre a diversi macchinari, ognuno per un uso ben specifico e tutti costruiti sempre da Pietro, prendono posto circa 300 articoli della vasta gamma, ben sistemati e catalogati: “Io produco i soggetti proponendoli al cliente. Se lavorassi su richiesta, infatti, rischierei di andare in plagio (illegale) nei confronti di altre aziende”.
L’esperienza di Pietro Serafini probabilmente si disperderà: “Venti anni fa avevo dei progetti: possedere una casa con sotto i magazzini dove poter lavorare, una famiglia e dei figli. Allora si, avrei tramandato il mio sapere. Invece la mia vita per me ha scelto un’latra strada e così se guardo il mio futuro, non ho più tante illusioni”.

Nonostante quel briciolo di amarezza, Pietro tira a campare: il suo piccolo guadagno lo fa vivere degnamente e qualche amico per due chiacchiere lo ha: “…e questo mi basta”.   

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