giovedì 12 luglio 2007

La storia di Aldo, da facchino ad artista del ferro

Aldo Zunino
SANREMO (IM). La sua casa è completamente arredata con le sue opere. E’ l’ottantenne sanremasco Aldo Zunino la cui definizione di artista gli calza a pennello grazie all’abilità con cui realizza oggetti in ferro battuto.
Meravigliosa la riproduzione della cantina di suo figlio: con il tavolo (con tanto di cassetto estraibile) su cui sono poggiati la caraffa e due bicchieri, con il fiasco e il vaso di fiori, e poi le sedie, la damigiana (con il tappo), la grossa botte vicina a quella piccola, il torchio per lavorare l’uva.
Poco più in là si staglia la Lanterna di Genova che, fatta di 365 pezzi di ferro, con le porticine che si aprono e la lucina interna e in cui la cabina è riprodotta con un vasetto vuoto di marmellata, è alta 66 cm e larga 19, con un peso di 6 kg.
Illuminata anche la Torre Saracena, simbolo storico della Città dei Fiori, ma dovunque si girino gli occhi si possono apprezzare vere opere d’arte: l’aereo della 1°Guerra Mondiale, l’elicottero con i sedili e la cloche, il mulino a vento con le pale che girano, l’alzata portafrutta, la barca con i remi (funzionanti), la Torre Eiffel, diversi carretti, la slitta, la bicicletta antica e il risciò, la piramide egiziana, il pozzo con il secchio, la biga romana e ancora, per arredare la sala, svariati candelieri (uno dei quali prima sua opera 66 anni fa) e porta fiori, la libreria, il mobile a mensole e il leggio porta foto, lavoro, quest’ultimo, dettato dal cuore e custodito per questo con riservatezza e amorevole attenzione mentre, il prossimo lavoro, è un portavasi quadrato in cui prendono forma fiori e foglie e di cui ha già realizzato le gambe.
Torre Saracena di Aldo
Una vera dote, quella di Aldo, un’incredibile abilità manuale che si attua riducendo in tanti lunghi fili singoli la normalissima rete metallica di ferro (che si usa anche per recintare i giardini), che lui taglia a misura e poi salda elettricamente dall’interno passando poi semplice vernice. “Prima di ogni riproduzione c’è l’importante fase del progetto - racconta orgoglioso il Signor Aldo - di solito una foto seguita da un mio disegno ben dettagliato e in grandezza naturale”. E poi, nello scantinato sotto casa, inizia il lavoro alquanto pignolo fino a che il pezzo risulta soddisfacente. 
Mi sono sempre ingegnato in tutto ma questa attività particolare tanto che non saprei insegnarla. E’ qualcosa che ti parte da dentro - dice Aldo che, andato in pensione 23 anni fa dopo 35 anni come facchino all’ex stazione ferroviaria, ha deciso di dedicarsi completamente al suo hobby. “Per me tutto è cominciato da ragazzo quando, in tempo di guerra, prima lavorai come falegname e poi, a 14 anni, come fabbro per soli due mesi, ma tanto mi è bastato”.

Lanterna di Genova di Aldo
All’idea di una mostra degli oltre cento pezzi o di venderne qualcuno, Aldo scuote le spalle “Di mostre non ne voglio fare e non lavoro certo per guadagnarci sopra”. Del destino dei suoi capolavori poco gli importa. Per lui, e per la moglie Pierina Gelsomino al suo fianco da 61 anni, non c’è soddisfazione più grande di una lusinga che semplicemente arriva dal cuore.   

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