giovedì 15 febbraio 2007

Nini Sappia riposerà alla Foce. Raccolto l’appello della Compagnia Stabile di Sanremo

Francesco 'Nini' Sappia
SANREMO (IM). Francesco Sappia, per tutti “u maistruNini, potrà forse avere una degna dimora probabilmente al cimitero della Foce nella tomba di famiglia e accanto al papà.
La vicenda troverebbe così soluzione, dopo le dichiarazioni di disponibilità del vice sindaco Marco Andracco e l’appello di sensibilizzazione giunto giorni fa dalla Compagni Stabile Città di Sanremo in previsione della riesumazione che avverrà domani, 13 anni dopo la sua scomparsa avvenuta nel ’94 a soli 64 anni.

Oltre alla sua ultima collaborazione negli anni ’70 con Radio Sanremo, Bacì u Curnajùn (Adriano Bombardini) non una macchietta ma a Sanremo il vero ‘teatro’ degli anni ‘30/’40 insieme ai ‘careghèti’.
Debora Moranti
non si può dimenticare che Nini dedicò la sua esistenza e la sua arte al mantenimento delle tradizioni teatrali e dialettali nella sua città ed oggi, la sua eredità spirituale vive ancora nell’abnegazione dei 35 componente della
Serena Busnelli
Compagnia a cui piacerebbe anche recuperare, se possibile,
Tra gli attori della Compagnia il ricordo di Nini è ancora sincero e indelebile: “Nini era un clown nato: - racconta Ninetto Silvano da 50 anni mattatore in questo mondo surreale - non aveva bisogno di parlare. La mimica, l’espressione e la gestualità venivano espresse al massimo in commedie come ‘Chi si accontenta gode’. La nostra collaborazione iniziò da ragazzi ma, mentre lui prediligeva la rivista, io andai verso la lirica e la classica. Poi il dialettale ci fece ritrovare”.
Carlo Olivari
Brevi ma intensi flash anche in Agostino Siccardi, collega di Nini  sul lavoro (alla Standa) ma anche in teatro dove, con i suoi 30 anni di attività, fu suo direttore di scena.
Carlo D'Apporto e Nini Sappia
Carlo Olivari, invece, Nino lo ha conosciuto sin da bambino essendo figlio d’arte (negli anni ’70 la mamma Alda era la primadonna del palcoscenico affianco a Nini) e il suo vicino di casa. “Anche se nella vita era introverso, - le sue parole - quando lo vedevo recitare coltivavo il desiderio di diventare come lui”.
Nella memoria di Gianni Modena, Nini si scinde tra l’uomo nel privato da quello nel teatro: “Sapeva fare musica, disegni e scenografie ed anche il macchinista Quando si alzava il sipario diventava un altro.
Marisa Civenti
Il giorno dopo ogni spettacolo, poi, non si dimenticava mai di fare a tutti i complimenti. Uno dei suoi ‘colossal’ (lui lo chiamava così) è stato ‘U Ciaravüju’
Anna Blangetti
all’Ariston: realizzò una fedelissima riproduzione di Piazza dei Dolori e si vantò di aver mandato in scena in tutto 110 persone e un mulo ‘autentico’. Ricordo ancora che dietro al mulo c’era la caregheta a sfamarlo con le bietole vere prese dal negozio di verdura riprodotto sulla scena. Tra l’altro, il mulo era talmente grosso che non si riusciva nemmeno a far entrare nell’ascensore dell’Ariston. Nini era veramente completo:
- conclude Modena - andava a cercare i copioni e sapeva anche tradurre ed adattare autori regionali. Era sempre il primo ad arrivare, in sella al suo motorino, per accendere la stufa, ed era l’ultimo a spegnere le luci e andare via”.
Tersilla Gallo
Gianni Modena
Nini attore lo è sempre stato: nel dopoguerra, poi, il migliore della Federazione Operaia, il piccolo Teatro matuziano di Via Corradi. Nel ’51 viene chiamato ad esibirsi al fianco di Gilberto e Rina Govi nell’atto unico ‘Do Quarantőtto’ rappresentato proprio in occasione del centenario della fondazione della stessa sede; ma il sogno rimane traghettare la compagnia verso l’ambito Teatro Ariston. Inizia così, nel ’70, il progetto della ‘Compagnia Stabile’, voce e memoria della cultura e della storia sanremasca riconosciuta anche dalla convenzione nata con il Comune di Sanremo nel 1997.
Lorena Moraldo
Dalla polvere della vecchia sede - racconta la direttrice artistica Anna Blangetti - è stato recuperato il possibile, come fondali dipinti così come il ‘baule dell’attore’”. E quando le chiedo come sia nata la sua passione, Anna si rivede ragazzina desiderosa di calcare le scene “ed oggi ci sono dentro fino al collo”.
Tania Donatelli
Molti, sembra, siano stati contagiati, come lei, da questa dolce malattia ed è così che l’attività della compagnia conta diverse giovani new entry come Lorena Moraldo e ancora Fulvio Verrando che parlando di Nini afferma “L’ho sempre visto recitare. Dopo Govi, il ricordo più grande nella panoramica ligure”. Nella Compagnia anche l’appoggio della suggeritrice Debora Moranti e oltre a Marisa Civenti, altro pilastro della Stabile, è, dal ’94, Tersilla Gallo che ha iniziato seguendo il marito già tecnico audio/luci.
Ninetto Silvano
La Stabile, è bene ricordarlo, ha avuto diverse presidenze effettive ma solo due onorarie: il sanremese Carlo D’Apporto e la seconda, dopo la scomparsa del  Maliardo, a Nini Sappia. Senza tralasciare il bravissimo caratterista Carlo Busnelli cointerprete con Silvano nell’ultima commedia, in programma giovedì prossimo alle Ceneri di Valle Armea, mentre è in preparazione ‘Argentu vivu’, una riedizione di una commedia del 1971.
Agostino Siccardi

Infine, la rassegna dedicata a Nini Sappia, arrivata al suo decennale, vedrà invitate in Piazza San Siro (da fine luglio ai primi di settembre) le compagnie da tutta la Regione per una gara esilarante ricordando il oro grande maistru Nini Sappia che da lassù sicuramente applaudirà.
Sara Scognamiglio 


Alessio Lanteri
Andrea Porro

Fulvio Verrando



Federico Saccoccia


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