lunedì 15 ottobre 2012

Bajardo, terra di Celti e 'buona cucina'

Bajardo
BAJARDO (IM).  Pensi “tranquillità, buona aria e buona tavola” e dici Bajardo. A 910 metri di altitudine, questo antico borgo pigramente arroccato su una montuosità delle Alpi Marittime a circa 20 chilometri da Sanremo e raggiungibile sia dalla Vallata di Ventimiglia che da quella di Arma di Taggia, è stato fondato intorno al 900 a.c. dai Celti sotto la guida dei loro sacerdoti Druidi.

Con un microclima davvero particolare - tanto da essere soggiorno raggiungibile via ‘omnibus’ (carrozza trainata da cavalli) consigliato dai medici già nei primi del ‘900 - e paese amato dall’indimenticato artista disegnatore Antonio Rubino che qui volle trascorrere i suoi ultimi anni di vita, oggi è costituito da poco più di 300 anime. Ed è proprio anche grazie a questa caratteristica che probabilmente Bajardo ha saputo custodire intatti quei “sapori” di un tempo.
Sapori, appunto. Una cucina genuina quella, per esempio all’Agriturismo La Pineta in cui Ivano Gaminera, figlio di Giuseppe (alias “Garibaldi” per la sua storia patriottica locale e famoso per la sua ospitata col suo allevamento di cinghiali negli anni ’80 nella trasmissione tv della Rai Portobello condotta da Enzo Tortora) propone in un appetitoso menù anche ottimi tagliolini alle erbette e ravioli alle ortiche. “Per entrambi le ricette - racconta confidenzialmente Ivano - è mamma Chechina, vera artefice in cucina, a occuparsi delle materie prime (tanto da custodire il segreto per non farsi irritare dalle ortiche).Da non perdere, inoltre, il particolarissimo cinghiale alla frutta, altro punto di forza graditissimo dai turisti.
Fiore all’occhiello del Ristorante Jolanda sono piatti di selvaggina da far venire l’acquolina in bocca oltre che meravigliosi funghi porcini, tanto belli da sembrare dipinti e in bocca dal gusto irresistibile e avvolgente grazie alla sapiente destrezza del proprietario e chef Massimo Crespi, e prima di lui si sua mamma Lidia.
Da asportare, per ritrovare a casa il gusto di una giornata bajocca, sono i tipici ravioli locali con le erbette e i tradizionali crustoli (frittelle di farina zucchero, uova, lievito di birra e scorza di limone, protagoniste indiscusse di feste e banchetti paesani) da sempre punte di diamante di Vittoria nel suo negozio di generi alimentari e giornali.
Di stile e sempre affollatissima l’Osteria Ra Culeta soddisfa il palato oltre che con un variegato ventaglio enologico di alta qualità, dolci e piatti tipici del territorio, anche con gli sfiziosissimi “bajoccoli”, particolarissimi dolcetti a base di olio, farina e zucchero realizzati, come cd’altronde tutto quello che offre la cucina, dalle impareggiabili mani di Rita, titolare del locale e moglie del Primo Cittadino, Jose Littardi per cui questo paese rappresenta “un autentico tesoro, tuffato nel verde e tutto da scoprire”. “Ho ideato e realizzato il “bajoccolio” - spiega Rita in esclusiva e con giusto orgoglio - per tentare di ottenere una piacevole combinazione tra un biscotto dolce e il nostro rinomato olio di Bajardo così tanto apprezzato per le sue qualità organolettiche e di sapore”. E successo è, tanto che i risultati delle analisi di laboratorio dell’Istituto Europeo di Bruxelles nel 2010 hanno ufficialmente dichiarato il “bajoccolio” (la cui ricetta è stata saggiamente brevettata) tra i migliori e più genuini prodotti alimentari a livello mondiale.

Tutto questo, unito alle testimonianze della sua storia di terra risorta dalle ceneri del tremendo terremoto del 1887, a un’acqua dalle rinomate proprietà (in molti ancor oggi continuano a fare la fila per abbeverarsi e far scorta alla”Fontana Vecchia”) e a un panorama che a 360 gradi ° abbraccia mare (lo specchio di Bordighera fino alle acque francesi, compresi gli aerei di linea e diversi fari) e monti (dalle nostre vette a larici, castagni e abeti fino alle cime d’oltralpe) fa’ di Bajardo una meta incomparabile e imperdibile per gitanti e turisti.  

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