domenica 25 marzo 2012

Il Maggiolino e la sua storia…uno stile di vita

Il Maggiolino
Dalla forgia inconfondibile il Maggiolino inizia la sua storia nel 1934, anno in cui presso il Salone di Berlino Adolf Hitler ne annuncia ufficialmente la possibilità da quel momento di una “utilizzabilità popolare” e non più sono appannaggio delle classi abbienti.
Da lui apprezzato come il miglior progettista possibile, Ferdinand Porsche viene scelto per gestisce la costruzione della Volkswagen (auto del popolo) di cui viene fissato il nome ma anche le caratteristiche di velocità, costo e consumi. Tre sono i prototipi (una cabriolet e due berline) che nel 1936 vengono realizzati. Di lì a poco, le terre espropriate al Conte Von Schulenberg, in Bassa Sassonia, divengono sede, con la posa della prima pietra nel ’38, dei prestigiosi stabilimenti di produzione automobilistica da cui esce il maggiolino che Hitler denomina KDF Wagen (Kraft Durch Freude Wagen=Auto della forza attraverso la gioia) e che, nel ’39 al Salone di Berlino, sbaraglia per tecnologia le automobili concorrenti.

Da civile, con l’inizio della 2°Guerra Mondiale, il Maggiolino viene convertito in tipologia militare, dopo aver brillantemente superato una serie di duri collaudi. Ecco nascere, infatti, la Kübelwagen (auto fatta a secchio, costruita con molte varianti), e la Schwimmwagen (l’auto che “nuota” in acqua raggiungendo anche i 10 km/ora).
Quasi completamente decimata dai bombardamenti, a fine periodo bellico l’industria passa nelle mani dei tedeschi e Heinz Nordhoff, che ne prende la direzione, riesce a fare il miracolo economico vantando un incremento della produzione a 19.000 unità nel '48 e a ben 46.000 nel '49. Intanto, Porsche

, prigioniero in Francia accusato da Pierre Peugeot di crimini di guerra, nel 1947 è invece dichiarato innocente. Nonostante ciò, gli sarà consentito di rientrare in Germania solo nel 1949 e mai, fino alla sua morte il 30 gennaio dell’anno seguente, potrà immaginare la strabiliante carriera che il suo maggiolino avrebbe vissuto, esportato in Danimarca e in Lussemburgo, in Svezia e in Olanda, passando per il Belgio, la Svizzera e persino gli Stati Uniti.

L’espansione è tale che si da il via, nel 1953 proprio in America Centrale alla produzione della filiale “Volkswagen do Brasil"e nasce la "Volkswagen of America" a cui segue, nel ‘64 la succursale "Volkswagen de Mexico" e nel '66 se ne apre una anche in Sud Africa.


Nel 1955 viene costruito il milionesimo Maggiolino, un pezzo che per l’occasione è realizzato in color oro metallizzato con sedili in broccato e abbellimenti in perline di vetro sulle cromature. Inutile dire che il Maggiolino va a ruba e per averlo bisogna “prenotarlo” parecchi mesi prima. Nel frattempo nel ’67 si sente l’esigenza di modificarne il look, mettendo mani ai fanaliai paraurti, e anche le luci e l’impianto elettricoDa Maggiolino a Maggiolone (mod.1302 e 1302/S), nel ’70, l’auto varia sostanzialmente sia l’estetica che la meccanica, cavalcando in lungimiranza le tendenze e le prestazioni che il futuro andava richiedendo (tettuccio apribile in PVC idrorepellente 1955, i pneumatici tubeless1957, o la verniciatura acrilica anziché al nitro,1949).
Per gli appassionati ma non solo vengono realizzate alcune serie speciali in numero limitato: il City, il Big, lo Special Bug, il Fioriserie, iWinter, il Samtrotil Silver Bug e nell'87, per festeggiare i 50 anni dalla nascita, esce l'ultimo della serie, da molti considerato il migliore: il Maggiolino del Giubileo (Jubiläums-käfer).
Gli anni ’70 segnano un calo di produzione e il conseguente arrivo, dopo lo spostamento dello stabilimento a Emden, della GolfNel ‘78 viene definitivamente stoppata la produzione in Europa e per comprare l’auto si conterà sull’importazione dal Messico, fino alla uscita di scena della sua berlina, nel 1976, e poi, definitivamente, anche con il modello cabriolet, nel 1980.

Il Maggiolino oggi è un vero mito, uno stile di vita…e i loro proprietari di una cosa sono certi: se lo amano e lo trattano bene, "lui" non li tradirà mai.


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